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Futuro Giurassico

Sono anni in cui il mondo sembra essere entrato nella sua fase terminale: e se guardare indietro fosse l’unico modo che abbiamo per guardare avanti?

Artwork di Cristopher Ghioldi

Quando abbiamo cominciato i lavori su questo numero zero di Istmo, il Covid-19 non aveva ancora scosso le nostre abitudini e messo in discussione ciò che davamo per scontato.

L’idea di Futuro Giurassico nasceva allora da una riflessione sull’ansia legata alla sensazione di essere passeggeri inermi di un treno in corsa verso un futuro di apocalisse ambientale, polarizzazione politica, insignificanza. E dal ritrovare però in queste nuovissime rovine gli stessi percorsi che avevamo già visto in opera nella storia passata.

Nel frattempo è successo quello è successo, e nell’attesa che il tempo e la riflessione ci dotino degli strumenti per comprendere e andare oltre, ci sembra oggi ancora più importante soffermarci su alcuni temi che fanno parte del nostro presente da molti presenti fa, per così dire, sapendo che sarà il modo in cui li affrontiamo a dirigere il corso del futuro prossimo.

Dalla questione abitativa al destino dell’infrastruttura digitale, dal domani dei social network a quello che possiamo imparare sulla felicità dal Paleolitico: agli autori e alle autrici di questo primo numero abbiamo chiesto di portare non solo il loro punto di vista, ma soprattutto nuovi elementi di conoscenza e comprensione.

Speriamo che leggendo questo primo numero di Istmo proviate almeno in parte quello che abbiamo provato noi quando per la prima volta ci siamo trovati davanti ai pezzi che lo compongono: la sensazione di essere meno soli nella preoccupazione per il futuro, ed equipaggiati con qualche strumento in più per immaginarlo.

Futuro Giurassico vuole essere questo: una fermata lungo il nostro incessante viaggio in avanti per pensare cosa portare con noi, e un’occasione per cominciare una discussione sulle direzioni alternative che solo tutti insieme possiamo prendere.

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